Anche se una parte rilevante del mio lavoro consiste nel fornire audit SEO professionali, in questo articolo ti spiego come farne uno semplificato da solo, gratis.
Contenuti
- 1. Il tuo sito è indicizzato?
- 2. Hai Google Search Console attiva?
- 3. Il sito è utilizzabile da smartphone?
- 4. Quanto ci mette a caricarsi?
- 5. Ogni pagina ha un title unico e sensato?
- 6. I tuoi contenuti rispondono a domande reali?
- 7. Hai pagine duplicate o quasi vuote?
- 8. La tua scheda Google è ottimizzata?
- 9. Chi ti linka?
- 10. Cosa fanno i concorrenti che ti stanno sopra?
- Cosa NON puoi vedere da solo (ed è normale)
- Domande frequenti sull’audit SEO fai-da-te
Non è un controsenso: una buona parte dei problemi SEO più gravi si può individuare senza strumenti a pagamento e senza competenze tecniche avanzate. E se dopo questi 10 controlli riterrai utile rivolgerti ad un professionista, arriverai alla consulenza conoscendo l’argomento, e riconoscerai al volo chi ti vende fumo.
1. Il tuo sito è indicizzato?
Scrivi su Google site:iltuosito.it. Se compaiono le tue pagine, sei indicizzato. Se non compare nulla, hai un problema serio (noindex globale, penalizzazione o sito troppo giovane). Questa verifica viene prima di qualsiasi altra ottimizzazione. Controlla anche quante pagine compaiono: se ne hai 200 e Google ne mostra 12, qualcosa blocca la scansione.
2. Hai Google Search Console attiva?
Se non ce l’hai, installala oggi: è gratuita ed è l’unico posto dove Google ti dice direttamente cosa vede del tuo sito. Guarda tre cose: le query per cui compari, le pagine escluse dall’indicizzazione e gli errori di copertura. Se noti andamenti strani, ho scritto una guida su come interpretare le anomalie in Search Console.
3. Il sito è utilizzabile da smartphone?
Apri il tuo sito dal telefono e prova a fare quello che farebbe un cliente: leggere un servizio, trovare il numero e compilare il form con semplicità. Se devi zoomare, se i bottoni sono piccoli o il testo esce dallo schermo, stai perdendo posizioni e clienti insieme: la maggioranza delle ricerche ormai avviene da mobile.
4. Quanto ci mette a caricarsi?
Vai su PageSpeed Insights, inserisci il tuo indirizzo e guarda il punteggio mobile. Sotto i 50 c’è un problema strutturale serio (quasi sempre: immagini troppo pesanti, troppi plugin, hosting scadente). Un punteggio di 100 non è indispensabile, ma serve che un utente con una connessione mediocre non abbandoni prima di riuscire a visualizzare la pagina.
5. Ogni pagina ha un title unico e sensato?
Il title è la riga blu che compare su Google. Controlla le tue pagine principali: il title dovrebbe dire cosa fai e dove (“Idraulico a Monza — Pronto intervento 24h”) o può essere generico (“Home — Benvenuti”)? Ogni pagina deve averne uno diverso, sotto i 60 caratteri, con la parola chiave per cui vuoi essere trovato.
6. I tuoi contenuti rispondono a domande reali?
Prendi la tua pagina servizio più importante e leggila come farebbe un cliente che non ti conosce. Risponde alle domande che si sta facendo (quanto costa, quanto ci vuole, come funziona, perché tu)? O parla solo di quanto siete “leader nel settore”? Google premia le pagine che risolvono l’intento di ricerca, non quelle che si autocelebrano.
7. Hai pagine duplicate o quasi vuote?
Pagine con 100 parole, pagine fotocopia che cambiano solo il nome della città, vecchie pagine di prova mai cancellate: tutto questo diluisce l’autorevolezza del sito. Meglio 20 pagine solide che 200 non curate.
8. La tua scheda Google è ottimizzata?
Se lavori con clienti locali, cerca la tua attività su Google Maps. La scheda esiste? Ha foto recenti, orari corretti, recensioni con risposta? Per molte attività locali la scheda Google porta più contatti del sito stesso, ed è gratuita.
9. Chi ti linka?
Inserisci il tuo dominio in uno strumento gratuito di analisi backlink (Ahrefs Webmaster Tools è gratuito per il proprio sito). Nessun link esterno rilevante = per Google sei un’isola. Link da directory o siti spam = possibili penalizzazioni. Link da siti reali del tuo settore o territorio = ottimo segnale se gestiti correttamente.
10. Cosa fanno i concorrenti che ti stanno sopra?
Cerca su Google la tua parola chiave principale e apri i primi 3 risultati. Confronta: quanto sono lunghi e completi i loro contenuti rispetto ai tuoi? Che domande coprono? Non devi copiare: devi capire lo standard minimo per giocare quella partita.
Cosa NON puoi vedere da solo (ed è normale)
Sapere che hai 40 errori non ti dice quali 5 muovono il fatturato.
Un audit fai-da-te può essere utile per individuare i problemi più macroscopici e immediatamente visibili. Quello che, invece, raramente è conveniente affrontare in autonomia è l’analisi tecnica approfondita: studiare il crawling reale del sito, valutare eventuali fenomeni di cannibalizzazione tra le pagine, leggere e interpretare i log del server, quantificare il gap di autorevolezza rispetto ai competitor e trasformare l’elenco dei problemi in una strategia con priorità, analizzando tutti quei segnali che richiedono esperienza specialistica.
Non si tratta soltanto di seguire una procedura o consultare una checklist: molte valutazioni si basano su competenze maturate in anni di lavoro, capacità interpretative che difficilmente si apprendono da una guida e sull’utilizzo di strumenti professionali i cui abbonamenti possono arrivare a costare diverse migliaia di euro all’anno.
Per chi non svolge questo lavoro abitualmente, acquisire da zero le competenze necessarie e dotarsi di tutti gli strumenti richiesti comporterebbe quindi un investimento di tempo e denaro largamente superiore al beneficio ottenibile. Per questo, superato il livello delle verifiche di base, affidarsi a un professionista SEO è generalmente molto più efficiente ed economicamente sensato.
È il motivo per cui gli audit professionali esistono e hanno un costo: non paghi la lista dei problemi, paghi il criterio con cui ordinarli.
Se dopo questi controlli vuoi un’analisi professionale: offro un audit SEO gratuito e senza impegno — analizzo il tuo sito e ti dico esattamente cosa lo penalizza.
Domande frequenti sull’audit SEO fai-da-te
Quanto costa un audit SEO professionale? Dipende dalla dimensione del sito e dalla profondità dell’analisi: si va da poche centinaia di euro per un sito vetrina a diverse migliaia per e-commerce complessi. Diffida degli audit generati automaticamente in PDF: sono report standard, non analisi.
Ogni quanto va fatto un audit SEO? Un audit completo andrebbe richiesto una volta all’anno, o dopo eventi importanti: migrazione, redesign, calo improvviso di traffico, cambio di dominio.
Posso fare SEO da solo dopo l’audit? In parte sì: ad esempio la scrittura dei contenuti è alla portata di chiunque abbia tempo e metodo. La parte strategica e tecnica avanzata di solito no.
Quali strumenti gratuiti servono per un audit fai-da-te? Google Search Console, PageSpeed Insights, l’operatore site: di Google e Ahrefs Webmaster Tools coprono il 90% dei controlli di questo articolo.
Un audit SEO garantisce di salire su Google? No. L’audit fotografa i problemi; sono gli interventi successivi (e il tempo) a muovere le posizioni. Nessun professionista può in buona fede garantire risultati e tempistiche certe.